La promozione di una sanità partecipata, trasparente e orientata all’ascolto e alla sostenibilità comprende in modo fondamentale e strategico anche l’inclusione dei disabili.

Il tema, che rientra tra i sette obiettivi focalizzati nel protocollo sottoscritto da ASL Salerno, ASL Matera e ASL Brindisi, sostenuto, tra l’altro dall’ Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne, SVIMAR,  mira a prevenire le malattie croniche, ridurre le disuguaglianze sanitarie, ottimizzare le risorse del Servizio Sanitario Nazionale e proteggere l’ecosistema.

Ne è convinto Gennaro Sosto, Direttore Generale ASL Salerno che ha siglato un patto di collaborazione interregionale con Maurizio De Nuccio, Direttore Generale ASL Brindisi, e Maurizio Friolo, Direttore Generale ASM Matera rappresentative di 3 Regioni Meridionali, consapevole delle sfide che caratterizzano i sistemi sanitari delle aree del Sud Italia, particolarmente quelle cosiddette !interne, riconoscendo nella cooperazione istituzionale uno strumento essenziale per il miglioramento della qualità, equità e sostenibilità dei servizi sanitari pubblici.

Attraverso un percorso comune strutturato di collaborazione e consultazione permanente Interregionale, basato sulla condivisione delle competenze, delle comuni esperienze e visioni programmatiche, lo scopo del “Patto” è quello di: a) rafforzare la Sanità Pubblica del Mezzogiorno come bene comune e diritto fondamentale costituzionalmente sancito: b) Promuovere modelli organizzativi e gestionali innovativi adeguati ai bisogni reali delle comunità territoriali; c) Contrastare le diseguaglianze territoriali nell,accesso alle cure. d) Valorizzare il ruolo delle istituzioni sanitarie come presidi di coesione sociale e sviluppo civile.

Gli ambiti di collaborazione sono: 1) Governance ed Organizzazione dei Servizi 2) Scambio di esperienze su modelli gestionali di riorganizzazione territoriale 3) Integrazione Ospedale/ Territorio 4) Confronto sulle strategie di riduzione delle liste di attesa e di miglioramento dell,appropriatezza delle cure 5) Risorse umane e Professioni Sanitarie 6) Condivisione di buone pratiche in materia di formazione,valorizzazione e benessere del personale 7) Promozione di iniziative comuni di formazione ed aggiornamento professionale.

“Il moderno concetto di sanità sostenibile non si limita al solo aspetto ambientale o economico, ma pone al centro la persona, l’equità di accesso alle cure e la riduzione delle disuguaglianze, la fragilità. elementi cardine per la piena inclusione, ha dichiarato tra l’altro Gennaro Sosto.”

Non è un caso che proprio in ASL Salerno, nel rispetto di uno dei punti messi a fuoco nel “Patto” è stato avviato ed entrato in regime  un modello di riferimento per l’inclusione lavorativa corretta dei dipendenti con disabilità, primo in Italia in strutture sanitarie, nella convinzione che non è solo un obbligo normativo, ma un vero e proprio investimento strategico  quello di valorizzare le competenze della persona con disabilità adattandone la  mansione in modo da ottenere risultati concreti, tangibili e reciproci.

Le politiche sanitarie attuali, in linea con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e la Solfagnano Charter del G7 2024, prevedono che le persone con disabilità siano attivamente coinvolte nei processi decisionali che le riguardano basandosi su un approccio bio-psico-sociale che supera il solo modello medico. Questo si traduce in “progetti di vita personalizzati”, garantendo un ascolto reale dei bisogni specifici della persona.

Sono significativi progetti come le 29 Botteghe di Comunità di ASL Salerno che  mirano a superare le barriere di accesso alle cure, contrastando la povertà sanitaria e favorendo l’inclusione, in particolare per i soggetti vulnerabili, in maniera che inclusione e sostenibilità siano due facce della stessa medaglia: una sanità che non includa tutti i cittadini non può essere considerata né equa né, a lungo termine, sostenibile.

Al centro del Patto di Collaborazione delle ASL di Salerno, Matera e Brindisi, c’è lo sviluppo di iniziative comuni di prevenzione primaria e secondaria come: 1) Scambio di esperienze congiunte inerenti campagne di educazione alla salute e coinvolgimento del territorio 2) Innovazione,ricerca e digitalizzazione. 3) Collaborazione su progetti innovativi tecnologici ed organizzativi; condivisione di dati, indicatori e strumenti di valutazione delle performance, nel rispetto delle normative vigenti. 4) Rapporti di ascolto e condivisione con le Associazioni e le Istituzioni. 5)Rafforzamento del dialogo e della consultazione permanente con Enti Locali, Università, Associazioni e Volontariato. 6) Promozione di una Sanità partecipata, trasparente ed orientata all’ascolto ed alla sostenibilità.

Le tre Aziende firmatarie del protocollo, consapevoli delle sfide che caratterizzano i sistemi sanitari delle aree del Sud Italia, e riconoscendo nella cooperazione istituzionale uno strumento essenziale per il miglioramento della qualità, equità e sostenibilità dei servizi sanitari pubblici, hanno ritenuto di condividere un percorso Comune strutturato di collaborazione e consultazione permanente Interregionale, basato sulla condivisione delle competenze, delle comuni esperienze e visioni programmatiche.

Con tale accordo le tre aziende consorziate si propongono di rafforzare la Sanità Pubblica del Mezzogiorno, bene comune e diritto fondamentale costituzionalmente sancito; promuovere modelli organizzativi e gestionali innovativi adeguati ai bisogni reali delle comunità territoriali; contrastare le diseguaglianze territoriali nell’accesso alle cure; valorizzare il ruolo delle istituzioni sanitarie come presidi di coesione sociale e sviluppo civile.

Domenico Della Porta – Esperto di Disability Management e Accomodamento Ragionevole di Federsanità Campania ANCI