Si stima che sono oltre 42.000 i lavoratori con disabilità impegnati nelle 110 ASL e 51 Aziende Ospedaliere del nostro Paese, assunti attraverso il collocamento mirato, per i quali occorre avviare un piano personalizzato, come confermato dal Terzo Piano di Azione per la Disabilità pubblicato con DPR a fine maggio scorso, che ha previsto per queste persone, anche se assunte prima del d.Lgs. 62/2024, una gestione appropriata delle diversità/disabilità finalizzata a portare benefici economici, competitivi e reputazionali per le stesse aziende.

In una recente precisazione dell’OSMOA, l’Osservatorio sulle Malattie Occupazionali e Ambientali, afferente al Laboratorio di Sanità Pubblica per l’Analisi dei bisogni di salute della comunità dell’Università degli Studi di Salerno, di cui è responsabile il prof. Francesco De Caro, emerge che si tratta di interventi imprescindibili soprattutto nel comparto sanità a cui sicuramente si contrappongono i costi necessari a riesaminare e modificare strategie e processi per accompagnare il necessario ed indifferibile cambiamento culturale indispensabile di fronte ai lavoratori con disabilità.

Uno strumento per avviare una rapida implementazione del Terzo Piano di Azione della Disabilità, sottolinea l’OSMOA,  è una norma ISO del 2021 Human Resources Management – Diversity and Inclusion, attraverso la quale emerge, tra l’altro, l’importanza di un piano di lavoro personalizzato per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

Il modello adottato da oltre un anno dall’Ateneo di Salerno, primi nel nostro Paese, e ultimamente anche dalla ASL Salerno, con la recente istituzione dell’Osservatorio Aziendale della Disabilità, come prescritto, tra l’altro, dal predetto Terzo Piano di Azione è in linea con il nuovo percorso per le procedure di inclusione lavorativa dei lavoratori con disabilità, che prevedono per i datori di lavoro nuovi adempimenti in aggiunta a quelli preesistenti relativi all’assunzione di una quota di lavoratori appartenenti alle cosiddette “categorie protette” di cui alla legge sul collocamento obbligatorio (L. 68/1999).

Non a caso nella seconda linea di attività del nuovissimo Piano viene indicato ancora una volta l’obiettivo di assicurare percorsi di cura personalizzati, prevenzione efficace, uso appropriato delle tecnologie assistive e una formazione adeguata del personale sanitario, così da tutelare il più alto livello possibile di salute fisica e mentale per i lavoratori con disabilità.

Un primo ambito riguarda la sensibilizzazione e prevenzione, con campagne sui corretti stili di vita, formazione sui rischi e maggiore accessibilità delle informazioni sanitarie: centrale è anche il coinvolgimento attivo delle persone con disabilità nei processi di promozione della salute, con particolare attenzione alla salute delle donne, alla prevenzione oncologica e all’accesso equo ai servizi.

L’area dell’Inclusione Lavorativa, descritta nella terza linea di Azione del DPR di maggio 2026, mira a promuovere un’occupazione piena e dignitosa, valorizzando competenze e potenzialità individuali. Si supera la logica assistenzialista per costruire percorsi personalizzati di formazione, orientamento e accompagnamento, favorendo ambienti di lavoro inclusivi e capaci di offrire pari opportunità di crescita professionale.

Un elemento chiave è la modernizzazione del collocamento mirato, attraverso aggiornamenti normativi, strumenti digitali e una maggiore integrazione tra servizi per l’impiego, sistema formativo e mondo produttivo. In questo quadro assumono rilievo figure professionali dedicate e modelli di accompagnamento personalizzato al lavoro come.

Particolare attenzione è riservata alla continuità tra formazione e occupazione, con interventi che facilitano l’ingresso nel mercato del lavoro tramite tirocini, certificazione delle competenze e misure di supporto economico e formativo. L’obiettivo è ridurre il divario tra istruzione e inserimento lavorativo.

Il testo interviene anche sul piano dei diritti e delle condizioni di lavoro, proponendo un rafforzamento delle tutele in materia di salute e sicurezza sul lavoro, maggiore flessibilità organizzativa e garanzie di non discriminazione, inclusa la valorizzazione della carriera e il riconoscimento delle esigenze specifiche, cui si dovrà mirare imprescidibilmente anche nelle Aziende Sanitarie Locali ed Ospedaliere.

Domenico Della Porta – Presidente OSMOA ed Esperto di Disability Management e Accomodamento Ragionevole di Federsanità ANCI Campania.