Angela Mucciolo, Dottore in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali

Claudio Mucciolo, ASL di Salerno, Dipartimento di Prevenzione – Direttore UOC Igiene e Sicurezza Alimenti di O. A. – cl.mucciolo@aslsalerno.it

Lepidium Meyenii, o Maca Peruviana, è una pianta della Famiglia delle Brassicaceaenativa della Cordigliera delle Ande del Perù e della Bolivia, coltivata nella zona andina ad un’altitudine tra i 3800 e i 4500 metri. Coltivata a scopi alimentari, è da sempre considerata pianta medicinale. Infatti la sua radice commestibile, oltre all’uso come cibo, era utilizzata nella medicina popolare come ricostituente e per aumentare le facoltà fisiche e mentali.

Questo tubero ha rappresentato, per le antiche popolazioni andine e per il loro bestiame, una fonte di energia facilmente reperibile ed un alleato contro la fatica fisica. In virtù delle sue eccellenti qualità nutrizionali, molto simili a quelle dei cereali, la Maca rappresentava un alimento completo, che se essiccato poteva mantenere inalterate le sue caratteristiche nutritive per anni.

La storia di questa radice è molto antica e affascinante: le sue straordinarie virtù nutrizionali e medicamentose erano note già in età precolombiana dagli Inca che la consideravano un dono degli Dei, una carica di energia riservata a guerrieri e sacerdoti. Le popolazioni andine utilizzavano questa pianta, anche, per risolvere i problemi di fertilità e migliorare le prestazioni sessuali: era considerata un potente afrodisiaco. La Maca sembra possedere molte altre proprietà medicinali, ma solo alcune di esse sono oggetto di studio scientifico. Alcuni storici come il frate Antonio Vásquez de Espinoza (1948) fa menzione del consumo di questa pianta da parte delle popolazioni locali.  In seguito altri botanici spagnoli la descrivono minimamente come nel caso di H. Ruiz (1952) nella sua “Expedicion Botanica al Virreinato del Peru” e Cobo B. (1956).

E’ una pianta esigente che esaurisce i suoli; il suolo roccioso sul quale cresce contiene una grande quantità di minerali e, per questa ragione, la pianta ne è ricca. Cresce in condizioni impossibili: venti molto forti, escursione termica estrema, dall’intenso calore del mattino, con luce solare molto intensa al freddo gelido della notte, con temperature sotto lo zero. I motivi per cui la coltivazione di questa pianta sia così limitata in altre zone, considerando anche i numerosi effetti benefici di cui è responsabile, sono da ricercare, proprio, nella sua composizione chimica.

Questa pianta contiene una buona percentuale di proteine (circa il 10%), calcio e ferro, vitamine e sali minerali, nonché amminoacidi essenziali (circa il 10%), acidi grassi, carboidrati e fibre. Per questo motivo può essere definita ricostituente ed è largamente utilizzata da soggetti che necessitano di un supporto energetico supplementare sia a livello fisico che mentale, ed anche a coloro che desiderano sviluppare la massa magra.

Infatti proprio la presenza degli aminoacidi conferisce a questo “superfood” proprietà anabolizzanti, rendendolo un ottimo supplemento alimentare nelle attività ad alto consumo energetico e un coadiuvante dell’aumento della massa muscolare negli sportivi.

Il crescente interesse degli ultimi anni per questa pianta è giustificato dagli effetti benefici che ha sulla fertilità dei mammiferi. Diversi studi in umana, per lo più recenti, affrontano gli effetti dell’integrazione alimentare con antiossidanti e dimostrano non solo un miglioramento della qualità del seme in soggetti ipofertili ma anche in quelli normofertili. L’uso degli antiossidanti nel trattamento dell’infertilità maschile è giustificato dal fatto che gli spermatozoi sono molto suscettibili allo stress ossidativo, che comporta danneggiamento degli stessi con ripercussioni notevoli sulla motilità e vitalità. Infatti, la Maca esiste sottoforma di diverse preparazioni

farmaceutiche commerciali utilizzabili dall’uomo. Uno studio del 2002 di Gonzales G.F. et al. dimostra gli effetti benefici della Maca sul desiderio sessuale; tuttavia, l’incremento del desiderio sessuale non è correlato ad un incremento dei livelli sierici di testosterone; viene quindi ipotizzata che tale aumento del desiderio sessuale è strettamente correlato alla composizione chimica di tale pianta.

In veterinaria gli studi sugli effetti della Maca sono relativamente recenti è coinvolgono ratti, bovini e struzzi.

Uno studio di Clèment C. e coll. del 2010, valuta gli effetti della somministrazione di Lepidium Meyenii nei bovini. Dai risultati emergono gli effetti positivi della Maca sulla qualità e la quantità del seme bovino, pur mantenendo inalterati gli effetti sul comportamento sessuale.

Nei cavalli, Cocchia et al. (2015) hanno analizzato gli effetti dell’integrazione alimentare con Lepidium Meyenii sulla qualità e sulla motilità del seme e sull’integrità dell’acrosoma; ad oggi, è il primo studio in questa specie e che riteniamo importante descriverlo.

Cocchia et al.  nel Maggio 2014 hanno trattato due stalloni per 60 giorni (uno fertile e uno ipofertile) e due stalloni sono utilizzati come controllo (uno fertile e uno ipofertile); alla dieta viene aggiunto un supplemento alimentare di Lepidium Meyenii, quale liofilizzato puro alla dose di 20 g/die. La somministrazione viene effettuata contestualmente ai concentrati. L’eiaculato viene raccolto da ogni stallone, mediante vagina artificiale, ad intervalli di 15 giorni a partire dal giorno 0 (giorno di inizio del trattamento) fino al 60° giorno (giorno di fine del trattamento): quindi, i prelevi vengono effettuati al giorno 0, al 15°, al 30°, al 45° e al 60° giorno. Il seme viene processato e refrigerato a 5 ° C. Il seme viene, quindi, inviato al laboratorio per le analisi. Il seme viene stoccato a 5 °C per 72 ore. All’atto della raccolta il seme viene valutato a fresco per concentrazione e motilità, direttamente in stazione di monta. La concentrazione viene valutata con spettrofotometro e valutazione diretta al microscopio ottico con tavolino termostatato, cosi da acquisire i dati relativi alla motilità e concentrazione del seme fresco per calcolarne le diluizioni. Si procede quindi:

– centrifugazione a 1200 giri per 10 minuti;

-rimozione del 75% del surnatante del plasma seminale

– diluizione per ottenere una concentrazione di 500x 106 spermatozoi motili/ml.

Cosi preparato il seme viene refrigerato, spedito al laboratorio ed analizzato al momento dell’arrivo entro 3 ore dal prelievo, a 24, a 48 e a 72 ore successive: viene valutata la motilità totale, gli spermatozoi progressivamente motili e l’integrità acrosomiale.

Per la valutazione dell’integrita acrosomiale, hanno utilizzato un metodo immunoistochimico il “fluorescentlylabeledpeanutlectinagglutinin (PNA-FITC conjugated)”:

Per ogni esperimento, vengono valutate 100 cellule per vetrino. Questo metodo, utilizzato in diverse specie di mammiferi, discrimina le cellule con acrosoma intatto da quelle con acrosoma che ha già subito reazione acrosomiale. Le cellule che hanno colorazione verde fluorescente sulla parte apicale della testa dello spermatozoo hanno acrosoma intatto (acrosomeintact); le cellule prive di tale colorazione verde vengono considerate acrosome-reacted.

I risultati di questo studio hanno mostrato un incremento progressivo della percentuale di motilità totale degli spermatozoi in seguito all’avanzamento del trattamento.Essendo solo quattro i cavalli coinvolti nello studio, un’analisi statistica era scarsamente significativa.

Quindi, per l’analisi matematica dei dati viene utilizzato il metodo matematico definito “Mathematical Time Stack Series Data Analysis” o Andamento storico dei dati. Nel primo gruppo di ipofertili, il cavallo trattato, Gorniz, mostra un significativo aumento della motilita progressiva con dei picchi che raggiungono il 65% circa nell’ultimo prelievo a tempo 0; mentre il cavallo utilizzato come controllo non mostra nessun cambiamento nelle percentuali di motilità progressiva.

Nel secondo gruppo, costituito da normofertili, Mereks, il cavallo trattato, mostra un lieve incremento nella motilità progressiva; motilità progressiva che risulta stabile in Malabar, il cavallo di controllo. Quindi, la percentuale della motilità totale e degli spermatozoi progressivamente motili subisce un incremento che va dal 80-60% al 50-10% al tempo 0 del giorno 0 fino al 85-80% e 80-65% al tempo 0 del 60° giorno, rispettivamente nei soggetti fertili e ipofertili trattati.

I risultati ottenuti dalla valutazione dello stato acrosomiale degli stalloni trattati dimostra che la dieta con integrazione di Lepidium Meyenii riduce l’avvento di reazione acrosomiale durante lo stoccaggio al giorno 0 al tempo zero del 18-10% fino al 5-4% del 60° giorno.

Discussione

Cocchia et al. (2015) hanno dimostrato che l’aggiunta di Maca all’alimentazione è stata testata per il suo effetto della fertilità degli stalloni, allo scopo di aumentare le conoscenze circa i comuni concentrati somministrati solitamente agli stessi, durante la stagione riproduttiva.

La motilità spermatica e l’integrità dell’acrosoma sono i due parametri utilizzati per accertare la positiva correlazione tra l’assunzione di Maca e l’aumento della fertilità dello stallone. Questo disegno sperimentale permette quindi, di cogliere le variazioni circa la qualità del seme e la sua refrigerabilità correlate all’aggiunta di Maca all’alimentazione; ogni stallone è stato il controllo di se stesso dal giorno zero al giorno sessanta; ciò nonostante gli A.A. hanno preferito utilizzare anche due stalloni controllo, al fine di azzerare l’effetto del fisiologico miglioramento della qualità del seme degli stalloni all’intensificarsi delle frequenze di raccolta. Inoltre, hanno lavorato su stalloni fertili ed ipofertili al fine di verificare l’effetto anche, per il recupero di soggetti che altrimenti andrebbero esclusi dalla riproduzione.

Metaboliti attivi responsabili dell’effetto della Maca sulla fertilità sono attualmente sconosciuti; ciò nonostante Macanidi o glucosinolati sembrano giocare un ruolo decisivo. Ma non esistono sfortunatamente dati precisi.

In letteratura, l’effetto della Maca sembra evolvere in diversi tratti e anche gli studi hanno approcci differenti: studi circa l’effetto di metaboliti primari e secondari in vitro, studi circa l’effetto sulle capacità sessuali, studi sulla fertilità, studi circa altri effetti della Maca. L’aggiunta di Maca all’alimento si è dimostrata efficace, nel migliorare la concentrazione e la motilità spermatica nel ratto, nell’uomo e nel bovino; aumenta la produzione di spermatozoi nell’uomo, nonché le dimensioni dell’epididimo e dei testicoli nel ratto; migliora la spermatogenesi, riducendo l’effetto spermiotossico di alcune sostanze.

Considerando il lungo tempo necessario per la spermatogenesi, di circa otto settimane, gli A.A. hanno scelto un trattamento lungo sessanta giorni e di testare, quindi, gli animali da 0 a 60 giorni. In merito alla dose impiegata hanno scelto di utilizzare cinque volte la dose comunemente impiegata in medicina umana (3mg/die). Fermo restando che è stato dimostrato che alla dose di 7 mg/die in un uomo di circa 70 Kg di peso non si ha alcun effetto collaterale e si massimizzano gli effetti benefici.

Conclusioni.

I risultati preliminari, discussi fino ad ora, ipotizzano come un’integrazione alimentare a base di Maca (Lepidium Meyenii) può essere, davvero, utile nella pratica clinica quando ci si trova di fronte a casi di ipofertilità, soprattutto se correlati a danneggiamento degli spermatozoi secondario allo stress ossidativo.

In conclusione, se l’integrazione alimentare incrementa l’abilità degli spermatozoi di contrastare le specie reattive all’ossigeno, possiamo ipotizzare che la fertilità del seme refrigerato può essere conservata o aumentata solo con il supplemento nella dieta di sostanze ad attività antiossidante.

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