L’UNICEF Italia presentando il Monitoraggio 2025 dell’Agenda “Le cose da fare” per l’infanzia e l’adolescenza, ha sottolineato attraverso il presidente nazionale Nicola Graziano, tra l’altro, la preoccupante situazione dell’accessibilità scolastica: solo il 41% degli edifici risulta accessibile agli alunni con disabilità, un dato che resta immutato negli ultimi anni nonostante i quasi 359mila studenti con disabilità (4,5% degli iscritti) frequentino le scuole di ogni ordine e grado. Nel Sud Italia, la copertura dei servizi educativi per l’infanzia crolla drammaticamente: Campania (13,2%), Sicilia (13,9%) e Calabria (15,7%) restano lontane dal Livello Essenziale delle Prestazioni fissato a 33 posti ogni 100 bambini entro il 2027.
Nel documento si offre uno spaccato preoccupante della condizione dei più piccoli nel nostro Paese mettendo in luce criticità sistemiche che interessano oltre 1,2 milioni di minorenni in povertà assoluta e una generazione sempre più ansiosa di fronte ai cambiamenti climatici.
I dati relativi all’educazione di qualità rivelano un quadro di profonde disuguaglianze territoriali. Mentre il tasso di NEET (giovani non occupati né in formazione) tra i 15-29 anni scende al 15,2% nel 2024, dal picco del 23,1% del 2021, l’Italia rimane ancora sopra la media europea. La spesa pubblica per istruzione si ferma al 3,9% del PIL, ben al di sotto del 4,7% della media UE.
L’UNICEF lavora per migliorare l’accessibilità delle scuole attraverso vari interventi, inclusi il supporto alla formazione degli insegnanti, il miglioramento delle infrastrutture scolastiche e il lobbying per riforme politiche a livello nazionale e internazionale, promuovendo un sistema educativo più inclusivo per tutti i bambini, specialmente quelli con disabilità.
Attraverso iniziative mirate viene sostenuto il diritto all’istruzione per tutti i bambini, con un’attenzione particolare a quelli più emarginati e vulnerabili, inclusi gli studenti con disabilità, supportando la formazione di insegnanti e genitori e aiutando le comunità a creare ambienti scolastici che rispondano meglio alle esigenze di ogni bambino.
L’organizzazione svolge altresì attività di pressione presso i governi e le autorità per l’implementazione di politiche che garantiscano l’accesso equo e la rimozione delle barriere.
