Collocamento mirato delle persone con disabilità. Disponibile la XII Relazione al Parlamento

È stata pubblicata sul sito del Senato della Repubblica il 18 dicembre dello scorso anno, la XII Relazione sullo stato di attuazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, predisposta ai sensi dell’articolo 21 della stessa Legge, sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni e dalle Province Autonome al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La Relazione è stata redatta in collaborazione con l’INAPP nell’ambito di una specifica convenzione. La realizzazione dell’indagine e la predisposizione del documento sono state affidate al Gruppo di ricerca “Disabilità e Non Autosufficienza”, appartenente alla Struttura Inclusione sociale dell’Istituto, su mandato del Ministero.

La XII Relazione al Parlamento documenta una fase di ripresa del collocamento mirato nel biennio 2022–2023, con un aumento di avviamenti e assunzioni ma anche con forti squilibri territoriali e di genere.

A livello nazionale, gli avviamenti complessivi passano da 48.520 a 52.017 (+7,2%), le assunzioni da 55.998 a 59.977 (+7,1%), mentre la quota di donne assunte cresce dal 42,1% al 44,1%, con punte del 58,4% nel settore pubblico. Nel 2023 gli iscritti al collocamento mirato raggiungono 880.997 persone (in crescita rispetto agli 851.635 del 2022), ma la scopertura media della “quota di riserva” resta intorno al 30%, con circa 168.940 posti scoperti già nel 2022 e un ulteriore aumento nel 2023, soprattutto nelle amministrazioni pubbliche di maggiori dimensioni.

L’UE-27 registrava nel 2020 un tasso di occupazione del 50,7% per le persone con disabilità tra 20 e 64 anni, contro il 75,1% delle persone senza disabilità, a conferma di un divario strutturale che si riflette anche in Italia. Nel Paese, il settore privato traina la crescita degli inserimenti, mentre il pubblico vede un calo degli avviamenti (da 2.980 a 2.058, –30,9%), nonostante detenga oltre un quinto della quota di riserva complessiva e presenti maggiore equilibrio di genere.

I contratti a tempo determinato aumentano in valore assoluto (+3.369) e in incidenza (dal 56,3% al 58,2%), laddove nello stesso periodo le risoluzioni dei rapporti di lavoro scendono da 38.261 a 33.091 (–13,5%), indicando una maggiore stabilità occupazionale soprattutto nel privato.

Territorialmente, il Nord Ovest contribuisce per circa il 35% alla quota di riserva, con la Lombardia che da sola conta circa 95.000 posizioni computate e oltre 44.600 scoperture nel 2023, mentre Sud e Isole, pur con iscrizioni molto elevate (oltre 448.000 persone agli elenchi nel 2023), continuano a esprimere il peso occupazionale più basso.

“L’indagine restituisce una dinamica attuativa della norma con segnali positivi riferiti alla crescita delle assunzioni e ad un maggior utilizzo di politiche attive – commenta Franco Deriu, responsabile della Struttura Inclusione sociale dell’INAPP – ma conferma anche il rischio di una cristallizzazione dei divari esistenti. Serviranno azioni mirate su territori e gruppi vulnerabili per contrastare il permanere di scoperture elevate, di squilibri territoriali e di differenze di genere e, dunque, scongiurare il consolidamento di un mercato del lavoro duale, con inclusione solo in alcune aree e per alcuni profili.”