In un recentissimo studio dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro di aprile scorso viene dimostrato che le donne sono più esposte degli uomini agli impatti della Gen AI, a causa della loro concentrazione in occupazioni e mansioni più suscettibili agli effetti dell’automazione.

L’intelligenza artificiale generativa (Gen AI) si sta evolvendo a un ritmo senza precedenti, creando sia opportunità sia sfide per l’occupazione, la produttività e le condizioni di lavoro. I suoi effetti non sono neutri rispetto al genere, e sono spesso plasmati dalle persistenti disuguaglianze tra donne e uomini nell’accesso al lavoro dignitoso, alla leadership e alle opportunità economiche.

L’espansione della Gen AI, Intelligenza Artificiale Generativa, presenta l’opportunità di nuovi posti di lavoro, maggiore produttività e migliori condizioni di lavoro per tutti. Trasformazione tecnologica e uguaglianza di genere sono obiettivi complementari. Perché ciò si realizzi, è necessario un approccio incentrato sulla persona che ponga l’uguaglianza di genere, il dialogo sociale e i diritti di tutti i lavoratori al centro della progettazione, dello sviluppo e della diffusione dell’IA.

Le donne sono concentrate in modo sproporzionato in ruoli meno senior, di routine e codificabili, e hanno minori probabilità di svolgere mansioni astratte o ad alta autonomia in cui l’IA agisce da complemento anziché da sostituto.

I sistemi di Gen AI addestrati su dati incompleti o distorti possono riprodurre e amplificare le disuguaglianze di genere, con conseguenze per il reclutamento, la partecipazione, le promozioni, la retribuzione, il monitoraggio sul luogo di lavoro e l’accesso a competenze e risorse. Questi rischi si aggravano per le donne all’intersezione di più disuguaglianze, quali razza, etnia o disabilità.

Le implicazioni della Gen AI per l’uguaglianza di genere non si limitano alla perdita di posti di lavoro. In molti casi, l’impatto maggiore risiede nel modo in cui il lavoro viene trasformato, ridefinendo mansioni, flussi di lavoro e le condizioni in cui le donne si rapportano al lavoro. Questi risultati evidenziano l’urgente necessità di integrare l’uguaglianza di genere nella progettazione, nella diffusione e nella governance delle nuove tecnologie.

 Affrontare queste sfide richiede un’azione deliberata, compreso lo sviluppo di tecniche per la riduzione dei pregiudizi e di set di dati più rappresentativi per addestrare i modelli di apprendimento, insieme a solide salvaguardie per prevenire il rafforzamento di stereotipi e pregiudizi di genere nei sistemi di IA.

Garantire un maggiore coinvolgimento di soggetti diversi — in particolare le donne e altri gruppi sottorappresentati — nello sviluppo dell’IA è perciò essenziale per promuovere esiti inclusivi ed equi.

Sono inoltre necessari sforzi più ampi per affrontare i fattori strutturali della disuguaglianza di genere nei mercati del lavoro, comprese le norme di genere discriminatorie, i pregiudizi di genere e la discriminazione nelle pratiche lavorative, e la distribuzione diseguale delle responsabilità di cura non retribuite.

Politiche macroeconomiche, settoriali e attive del mercato del lavoro sensibili al genere, compresi i sistemi di competenze e apprendimento che integrano l’uguaglianza di genere come obiettivo chiave, saranno fondamentali per ampliare l’accesso delle donne a un lavoro di qualità e garantire che il cambiamento tecnologico generi posti di lavoro più numerosi e migliori per tutti.

Queste devono essere accompagnate da politiche, servizi e infrastrutture complete per i congedi di cura che garantiscano una maggiore uguaglianza di genere nel mondo del lavoro. Il cambiamento tecnologico ha il potenziale per sostenere il lavoro dignitoso e guidare una crescita inclusiva. Realizzare questo potenziale richiederà un investimento continuo in una trasformazione digitale sensibile al genere, insieme a politiche che rafforzino la rappresentanza, la voce e l’agire delle donne, anche nei processi di dialogo sociale che plasmano il futuro del lavoro. Le scelte compiute ora determineranno se la Gen AI diventerà un motore di maggiore uguaglianza o una forza che approfondisce le disparità esistenti, e se le opportunità saranno colte o perdute.