Con il Gruppo di Lavoro per l’inclusione dei lavoratori con disabilità, che ha operato accanto al Disability Manager, l’Università degli Studi di Salerno è riuscita ad ottenere per gli stessi lavoratori l’inversione di tendenza evidenziata nell’ultima relazione del Ministero del Lavoro del 2024 sull’attuazione della legge 68/99, dove veniva segnalato un abbandono dell’ 87% a 12 mesi dall’assunzione.

Il 95% dei lavoratori con disabilità di UNISA, infatti,, contrariamente alle aspettative, ha scelto di restare nei posti loro assegnati in quanto soddisfatti dell’assistenza ricevuta finalizzata all’analisi delle condizioni di lavoro, dei bisogni specifici e dell’accesso alle postazioni di lavoro per prevenire barriere fisiche, psicologiche o organizzative.

Il modello portato avanti dall’ufficio del Disability Manager di UNISA, presentato agli Stati Generali sulla salute e sicurezza sul lavoro svoltisi la settimana scorsa alla Camera dei Deputati, ha riscosso apprezzamenti e condivisione in quanto in linea con l’Osservatorio Aziendale della Disabilità previsto nel Terzo Piano Nazionale della Disabilità di cui al DPR 21 maggio 2026, i cui componenti sono sovrapponibili a quelli del Gruppo di Lavoro di Unisa.

Non a caso nel Report conclusivo degli Stati Generali della salute e sicurezza sul lavoro è stato richiesto di avviare l’istituzione nelle aziende proprio del medesimo Osservatorio quale  “garante della tutela dei diritti dei lavoratori con disabilità, della corretta applicazione degli accomodamenti ragionevoli e delle forme di conciliazione vita/lavoro disciplinati dalla legge e dalla contrattazione collettiva.”

Nel modello “Ateneo” si è intervenuti, attraverso un’analisi di Ergonomia della Disabilità e Accomodamento Ragionevole sui punti più vulnerabili elencati nella predetta Relazione del Ministero del Lavoro quali barriere organizzative, scarsa inclusione e difficoltà di adattamento sul posto di lavoro trovando soluzioni condivise.

Applicata a gruppi speciali, l’ergonomia adatta l’ambiente di lavoro alle caratteristiche delle persone, tenendo conto delle loro capacità e limitazioni. La sua applicazione è collettiva, pertanto ha una funzione preventiva e di miglioramento dell’organizzazione e della produttività.

In generale, per eliminare o ridurre il rischio ergonomico, un’azienda deve eseguire una valutazione dei rischi per identificare problemi, fornire attrezzature ergonomiche come sedie regolabili e ausili per il sollevamento, e ottimizzare le postazioni di lavoro. È fondamentale anche la formazione dei lavoratori su posture corrette, la promozione di pause regolari, la rotazione delle mansioni e, dove possibile, l’automazione di compiti ripetitivi o l’utilizzo di strumenti che riducano lo sforzo fisico.