L’inclusione lavorativa corretta delle persone con disabilità non è solo un obbligo normativo, ma un vero e proprio investimento strategico che trasforma le organizzazioni: quando  basata su un approccio di “collocamento mirato” — che valorizza le competenze della persona e adatta la mansione — si ottengono risultati concreti, tangibili e reciproci. 

Con questo paradigma l’Università degli Studi di Salerno è stata invitata, unica in Italia, dal 4 all’8 maggio a Bielefeld, in Germania,  al progetto NEOLAiA, un’alleanza che riunisce giovani università orientate alla ricerca e fortemente focalizzate sull’interdisciplinarietà, con la promozione, anche, del concetto di cittadinanza europea condivisa e il sentirsi “a casa” in Europa, sia dal punto di vista fisico sia digitale.

“Si tratta di un importante riconoscimento per la nostra Università, ha sottolineato il Magnifico Rettore Virgilio D’Antonio, i cui risultati saranno presentati in occasione del “Disability and Inclusion” Staff Week NEOLAiA, attraverso l’attività della struttura di Disability Management di Ateneo, incardinata all’interno del Laboratorio di Sanità Pubblica per l’analisi dei bisogni di salute delle comunità, che ha messo a punto un  modello che ha già portato ad un successo riconosciuto a livello nazionale con  un progetto personalizzato per circa trenta  neoassunti lavoratori con disabilità oltre a quelli  già in servizio o che saranno assunti alla luce della nuova legge 62/2024 sulla disabilità da esportare e replicare nel pubblico e nel privato”.

“Secondo i ricercatori di Salerno con l’approccio individualizzato, ha aggiunto il direttore generale del medesimo Ateneo Gianluca Basile, elaborato da un team permanente formato da medici igienisti e del lavoro, sociologi, psicologi, funzionari del servizio personale, tecnici del servizio prevenzione e protezione, si riesce ad avere una inclusione efficace che supera la semplice copertura delle quote d’obbligo (L. 68/99) concentrandosi  su percorsi  che tengono conto delle attitudini del lavoratore con disabilità e delle esigenze organizzative e si sviluppa il  talento focalizzandosi su ciò che la persona “può fare”, promuovendo le sue potenzialità piuttosto che limitarsi alla sua disabilità”

Gli adattamenti adottati vanno dall’eliminazione delle barriere fisiche, all’adeguamento di spazi, illuminazione o mobili, alla flessibilità dei turni in modo da agevolare anche le visite mediche attraverso un percorso fisico, ergonomico e psico-sociale senza tralasciare la formazione e il tutoraggio.

In generale, per eliminare o ridurre il rischio ergonomico, un’azienda deve eseguire una valutazione dei rischi per identificare problemi, fornire attrezzature ergonomiche come sedie regolabili e ausili per il sollevamento, e ottimizzare le postazioni di lavoro. È fondamentale anche istruire i lavoratori su posture corrette, la promozione di pause regolari, la rotazione delle mansioni e, dove possibile, l’automazione di compiti ripetitivi o l’utilizzo di strumenti che riducano lo sforzo fisico. 

Ecco le azioni chiave che sono state intraprese: Effettuare analisi approfondite per identificare le criticità nelle postazioni di lavoro, come posture scorrette, movimenti ripetitivi, sollevamento di carichi e sforzi eccessivi; Fornire sedie e scrivanie ergonomiche e regolabili; Assicurare spazio sufficiente per le gambe e per il posizionamento di schermi, mouse e tastiere: Eliminare gli ingombri sotto il piano di lavoro; Introdurre dispositivi per la movimentazione e strumenti che riducano lo sforzo; Preferire attrezzature che richiedano meno forza e abbiano bassa inerzia; Programmare pause regolari per ridurre affaticamento fisico e mentale; Introdurre la rotazione delle mansioni per variare le attività e minimizzare la ripetitività; Se possibile, eliminare le attività ripetitive o delegarle a robot o strumenti automatizzati; Formare i lavoratori sulle corrette posture e sull’uso sicuro delle attrezzature; Incoraggiare esercizi di stretching e un’alternanza di movimenti per prevenire tensioni muscolari; Garantire un adeguato comfort acustico, poiché il rumore è fonte di stress e può danneggiare l’udito; Mantenere i materiali di lavoro a una distanza e altezza ottimali per ridurre la necessità di piegamenti e allungamenti; Condurre visite mediche periodiche; Promuovere una cultura della sicurezza sul lavoro. 

Hanno bisogno di un adattamento del posto di lavoro: I lavoratori con disabilità o invalidità permanente; I lavoratori con ridotta capacità che, per incidente o malattia hanno subito una diminuzione della loro capacità di eseguire il lavoro che svolgevano in precedenza; I lavoratori con disabilità sopraggiunta a posteriori. In questo gruppo si possono anche includere le lavoratrici gestanti, quelle che ricominciano a lavorare dopo il parto o quelle che sono in allattamento; Quei lavoratori che, pur non essendo riconosciuti disabili o disabili, sono sensibili a determinati rischi presenti sul posto di lavoro (allergie, disturbi sensoriali, ecc.)

In tutti i casi è il lavoro che deve essere adattato a una persona e non viceversa, per soddisfare i seguenti obiettivi: L’attività richiesta non deve essere maggiore delle capacità dell’individuo, La postazione deve essere accessibile in ogni modo, Il lavoro non deve peggiorare la salute del lavoratore.

Tra le misure adottabili per adattare il posto di lavoro ci sono:

Supporto logistico

Serve per superare le difficoltà che un lavoratore può incontrare nello svolgere determinati lavori. Queste misure comprendono la riorganizzazione e la modifica delle attività e l’uso di un servizio di supporto, come una terza persona che aiuti il ​​lavoratore ad arrivare al suo posto, a raggiungere il bagno o che possa comunicare con lui.

Adattamenti contestuali e personali

La rimozione delle barriere architettoniche è il modo più ovvio per adattare il posto di lavoro. Significa facilitare l’accessibilità del lavoratore a tutte le aree dell’azienda. Può interessare porte, corridoi, ascensori, scale, rampe, ringhiere, barre di sostegno, pavimenti, pareti, finestre, bagni e servizi igienici.

Un altro degli adattamenti più comuni comporta l’adattamento di sedie e tavoli, l’aggiunta di suoni di avvertimento su ascensori e rampe, la messa a punto di dispositivi di apertura automatica su porte pesanti o l’installazione di campanelli alla portata di chi usa una carrozzina.

Altre misure per adattare il posto di lavoro: Incorporazione di tastiere Braille e telefoni con mani libere, Modifica di manuali di consultazione o istruzioni aziendali, Miglioramenti all’illuminazione Posizionamento dei segni in lettere grandi, tattili e Braille, Informazioni sul posto di lavoro e sulla sicurezza e la salute che siano facili e accessibili a tutti.