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Se ne parlerà a Sorrento il 27 e il 28 settembre

Di fronte a miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia, i cosiddetti difetti di vista, una soluzione correttiva è offerta da un  intervento di chirurgia refrattiva. La chirurgia refrattiva è un insieme di tecniche chirurgiche da adattare di volta in volta per eliminare la necessità dell’utilizzo degli occhiali. Si tratta di una chirurgia di elevata efficacia e sicurezza, con eccezionali livelli di predittibilita del risultato. Questo grazie all” utilizzo di una diagnostica preoperatoria avanzata, che permette di individuare le caratteristiche oculari e di scegliere la tecnica chirurgia più idonea al conseguimento del risultato. Non esiste la tecnica chirurgia migliore la migliore per quel occhio e per quel paziente.

Ecco che la chirurgia refrattiva può utilizzare laser di ultimissima generazione attraverso diverse metodiche come la lasik o la prk o la klex,cioè l’estrazione di un lenticolo corneale per modellare la cornea in modo adeguato o utilizzare lenti intraoculari, come le lenti fachiche in camera posteriore o le lenti intraoculari aberrometriche o diffrative in combinazione con la rimozione del cristallino o della cataratta.

Ovviamente si tratta sempre  di interventi delicati ed importanti  ed è molto comune che i pazienti provino un po’ di paura  a scegliere di sottoporsi ad intervento .rima dell’intervento.

In questo articolo cercheremo di tranquillizzare tutti quei pazienti che dovranno sottoporsi presto a un intervento di chirurgia refrattiva e hanno bisogno di ricevere risposte ai propri dubbi. Quindi, continua a leggere per scoprire perché non dovresti avere paura dell’intervento di laser agli occhi.

 Tutte le tecniche di chirurgia refrattiva sono molto sicure: il tasso di complicanze è inferiore all’1%. Sono complicanze transitorie e solitamente si risolvono  clinicamente. Le infezioni sono rare. La precisione dei laser è estrema così come la chirurgia intraoculare garantisce standard elevati di qualità. Il risultato è altamente predittibile con errori refrattivi dello 0.50 nel 95% dei casi. La maggior parte dei pazienti ha risultati visivi pari o superiori ai 10/10. L’intervento dura pochi minuti e viene effettuato in anestesia topica , cioè attraverso l’installazione di colliri. E’ assolutamente indolore e in qualche caso se presente il dolore è facilmente gestibile xon farmaci adatti. Il recupero visivo è rapido e la terapia postoperatoria di facile gestione. Il rientro alle proprie attività quotidiane avviene in tempi rapidissimi. Tutte queste tecniche hanno come finalità quella di far cadere l’immagine a fuoco sulla retina senza dover ricorrere all’utilizzo di occhiali. Anche la presbiopia, oggi, può essere trattata con risultati sensazionali. Non esistono limiti diottrie di trattamento: anche miopie elevate possono essere risolte.

La chiave del successo chirurgico è la corretta selezione del paziente e della tecnica. Questo è reso possibile dai professionisti del settore e dai centri specializzati ed è fondamentale sottoporsi ad un adeguato , complesso e strutturato approccio preoperatorio.  

La 4ª edizione de “La Chirurgia Refrattiva 4.0” che si terrà a Sorrento il 27 e 28 marzo prossimo punterà i suoi focus sulle nuove strategie terapeutiche, sulle  nuove tecnologie ed i materiali innovativi, sulle  diagnostiche sempre più integrate e sul  cambio culturale nel rapporto fra medico e paziente. 

 “L’obiettivo del programma è ambizioso, ha detto Luigi Conti, organizzatore e responsabile scientifico dell’evento: integrare l’innovazione tecnologica con l’esperienza chirurgica, affrontando con trasparenza non solo i successi, ma anche le criticità, le complicanze e le nuove sfide che emergono nel settore in continua evoluzione.

Grazie al contributo di una faculty nazionale di altissimo livello di 84 esperti, tra ospedalieri e accademici, ha aggiunto Conti, esploreremo la chirurgia del cristallino e delle lenti fachiche, le  complicanze delle procedure corneali, le potenzialità della diagnostica 

avanzata e le nuove prospettive terapeutiche nel cheratocono.