I certificati di qualificazione professionale rilasciati da Regioni e PA avranno valore sull’intero territorio nazionale

Con il Decreto del 19 settembre 2025 dei Ministri del Lavoro, dell’Istruzione e dell’Università, sono state adottate le Linee guida nazionali in materia di standard formativi uniformi degli assistenti familiari e badanti.

L’adozione delle linee guida è stata prevista dalla Legge 33/2023 recante «Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane» e dal decreto legislativo 29/2024 attuativo della norma, al fine di fornire alle Regioni standard a cui poter far riferimento pur nella loro autonomia. Il percorso si è poi concretizzato con l’intesa sancita in Conferenza Stato-Regioni il 19 giugno 2025, passaggio essenziale perché ha assicurato la collaborazione tra lo Stato centrale e gli enti territoriali, rendendo effettivamente applicabili le linee guida su tutto il territorio nazionale.

Le linee guida sono finalizzate a definire gli standard professionali e formativi di riferimento per l’attuazione di percorsi formativi per gli assistenti familiari, per migliorare e rendere omogenea l’offerta formativa per le professioni di cura nonché all’acquisizione della qualificazione professionale di assistente familiare, tenuto conto sia della contrattazione collettiva nazionale di settore, sia dei riferimenti per l’individuazione e la validazione delle competenze pregresse.
La durata minima dell’offerta formativa – comprensiva delle eventuali ore di orientamento, personalizzazione, accompagnamento, tirocinio o intervento individuale o individualizzato – sarà pari a 70 ore complessive.
Per essere ammessi ai corsi è sufficiente aver compiuto 18 anni, conoscere l’italiano (almeno livello A2) e, in caso di cittadini stranieri, essere in possesso del permesso di soggiorno o in attesa di rinnovo.

Al superamento delle prove di valutazione, consegue il rilascio, totale o parziale, da parte delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, o dei relativi enti accreditati, autorizzati o titolati, del certificato di qualificazione professionale di assistente familiare. I certificati di qualificazione professionale di assistente familiare, a prescindere dalle filiere nell’ambito delle quali sono rilasciati, sono da ritenersi equivalenti relativamente agli standard minimi definiti ai sensi e per gli effetti delle linee guida e, in quanto tali, hanno valore sull’intero territorio nazionale.

Le linee guida dovranno essere attuate entro 8 mesi dalla data di adozione, da parte delle amministrazioni che non siano già dotate, nel proprio repertorio, della Qualificazione di assistente familiare coerente con gli standard individuati dalle stesse.

Descrizione del profilo professionale

L’Assistente familiare è un operatore che svolge attività di assistenza personale a soggetti con diversi livelli di non autosufficienza psicofisica, presso il loro domicilio contribuendo a promuoverne l’autonomia e il benessere in funzione dei loro bisogni e del loro contesto. Il suo ruolo consiste nel supporto emotivo e relazionale all’assistito, nel facilitare o sostituirsi all’assistito nelle attività di pulizia e igiene della persona, del suo ambiente di vita quotidiano e del guardaroba, nella preparazione e somministrazione dei pasti, nell’accompagnamento, movimentazione, comunicazione con l’assistito e con la famiglia, relazione e attivazione, nonché nel monitoraggio dello stato di salute generale e nella sorveglianza sul regolare e corretto rispetto, da parte dell’assistito, delle prescrizioni terapeutiche e medicinali.

L’assistente familiare fa fronte alle situazioni di bisogno dell’assistito individuando e segnalando, tempestivamente, le variazioni relative ai bisogni e alle condizioni dell’assistito ai servizi preposti individuati sul territorio. Ove richiesto e su delega dell’assistito o del Caregiver familiare o dall’Amministratore di sostegno, l’assistente familiare espleta acquisti e funzioni amministrative e si interfaccia con gli operatori professionali preposti all’assistenza sociosanitaria.

L’Assistente familiare svolge la sua attività presso il domicilio della persona accudita, a ore o in regime di convivenza familiare, in relazione alla tipologia contrattuale di riferimento. L’assistente familiare opera come dipendente assunto dalla famiglia (datore di lavoro) o dipendente di una Agenzia per il Lavoro ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

La formazione è strutturata in diverse aree di competenze:

Competenze Tecnico-Professionali: assistenza alla persona, cura dell’igiene e alimentazione, supporto nelle attività quotidiane. 

Salute e Sicurezza: principi di primo soccorso, conoscenza delle patologie, prevenzione dei rischi ambientali. 

Competenze Personali e Sociali: abilità relazionali, empatia, flessibilità e capacità di collaborazione. 

Competenze Digitali: utilizzo di strumenti digitali per la comunicazione con familiari e servizi. 

Lingua Italiana: livello minimo A2 per la comprensione e la conversazione, fondamentale per l’interazione.