A Salerno un evento internazionale per discutere degli aggiornamenti e dei progressi nel delicato settore.

Per la gestione clinica dell’aritmologia è fondamentale l’approccio multidisciplinare del cosiddetto Heart Team, un modello multidisciplinare che integra le competenze di diversi specialisti. La complessità delle patologie del ritmo cardiaco richiede infatti una stretta collaborazione tra professionisti con visioni e specializzazioni differenti.

Ne è convinto Fabio Franculli, Dirigente della Struttura Dipartimentale di Elettrofisiologia  ed Aritmologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno” che nell’evento del 28 e 29 maggio fornirà insieme a specialisti di fama internazionale gli aggiornamenti emergenti  in ambito aitmologica e cardiologico migliorando le capacità di interazione tra le diverse figure che hanno in carico il paziente con patologie aritmogene.

A seconda della patologia, del quadro clinico del paziente e della necessità di interventi complessi (come impianti di pacemaker, defibrillatori o ablazioni), il team include solitamente Cardiologo Clinico che gestisce la terapia farmacologica di base, valuta la presenza di cardiopatie strutturali e indirizza il paziente agli esami di secondo livello, Aritmologo/Elettrofisiologo cioè il cardiologo con una sottospecializzazione dedicata allo studio, diagnosi e trattamento chirurgico/interventistico delle alterazioni del ritmo (es. ablazioni transcatetere), Cardiochirurgo che Interviene nei casi in cui l’aritmia richieda un approccio chirurgico a cielo aperto o quando il paziente presenta problemi valvolari e coronarici associati, Genetista fondamentale per indagare e mappare le aritmie su base ereditaria (come la sindrome del QT lungo o la displasia aritmogena) e per lo screening dei familiari, Specialista in Medicina dello Sport, essenziale nella gestione degli atleti, sia per la diagnosi precoce di aritmie maligne, sia per valutare l’idoneità agonistica dopo interventi o terapie, Infermieri e Tecnici di Fisiopatologia Cardiovascolare, figure altamente specializzate che assistono durante le procedure in sala di elettrofisiologia e si occupano del monitoraggio da remoto dei dispositivi impiantati.

Un costante monitoraggio medico, anche da remoto,  cui la Elettrofisiologia dell’AOU di Salerno punta molto per offrire all’utenza il meglio di ciò che la tecnologia dispone ed il massimo della sicurezza nella prevenzione delle aritmie prima che diventino clinicamente evidenti.  Una vicinanza multidisciplinare che assicuri un costante e completo controllo di tutte le fasi attraversate dal paziente. E poi, una vicinanza personale.

In particolare nelle patologie legate all’aritmiaè indispensabile creare con il singolo individuo un rapporto relazionale molto forte e di fiducia perché è solo questo il modo migliore per prendere insieme le decisioni giuste relative alla gestione dell’aritmia.

La ricerca, l’aggiornamento e la sperimentazione praticate in modo continuativo e metodologico nel campo della gestione della fibrillazione atriale, nella struttura di Salerno qualificano il centro in grado di adottare decisioni di gestione derivanti dalle tecnologie e dai dati scientifici più recenti.

Durante l’appuntamento di venerdì e sabato saranno illustrate le verifiche, le esperienze mediche internazionali che hanno stabilito, una volta per tutte, che non si può prescindere da un lavoro di squadra quando si approccia una patologia. Le eccellenze – diagnostiche e curative – non sono frutto del singolo, ma di un continuo flusso di informazioni e confronto tra specialisti.

“Ci crediamo fermamente, ha precisato Fabio Franculli, siamo convinti che un’azione corale, interdisciplinare sia l’unica strada praticabile per affrontare seriamente le varie forme di aritmie. I nostri cardiologi hanno una vasta esperienza e, prima dei loro attuali incarichi, possono vantare una formazione accurata presso il nostro prestigioso ospedale di Salerno. Condividiamo le nostre esperienze, ci consultiamo abitualmente e spesso operiamo insieme.”